The Fun Theory

Premetto che stavo commentando il post qui sotto, poi ho pensato che era meglio spiegare tutto in un nuovo articolo.

A me sembra che qui siamo già passati alla fase “che faccio?”..”come lo faccio?” saltando direttamente la fase iniziale, quella del concept, dell’idea.

Secondo me prima di pensare a come fare una cosa io penserei al messaggio che voglio lasciare, al tipo di comunicazione che voglio usare…ed al target del nostro lavoro.

Perchè non potremmo usare, faccio per dire, dei volantini o dei poster, ma dobbiamo per forza usare razzi spaziali e fasci luminosi?

…e se la signora di 70 anni che fa la spesa a via appia, neanche se n’accorgesse di tutta quella luce che ho progettato? che soddisfazione avrei?…poi mi servirebbe la notte per vederla bene…e di notte i negozi sono chiusi, a meno che non si faccia durante la notte bianca!!! (possibile opzione?!?)

Dopodichè vedo quali sono i tipi di interattività che potrei usare, anche se, come diceva daniel, è già tutto fin troppo visto e rivisto…

Per carità, non voglio chiudere nessuna porta, ma io andrei “oltre” alla semplice equazione installazione interattiva = giochi di luce

Per me prima di tutto sarebbe buona cosa scostarsi dall’ installazione interattiva in cui “il passante si ferma davanti alla vetrina per fare qualcosa”, magari usando proprio il suo passeggiare per la via per scatenare l’interattività…ad esempio che ne sò, una caccia al tesoro! per dire..

Oppure creando una musica perchè ho disteso un pianoforte sul marciapiede (foto in alto) si ok già visto, ma è sempre per dire…

In finale, per me l’idea del gioco, del divertimento non è male…a tutti piace giocare! Può esser un buon modo per veicolare la volontà delle persone…

Via Appia è fin troppo popolare per essere “chic”, ma è fin troppo tirata per essere giocosa, è seria, piatta, statica, praticamente noiosa.

Giocando sui colori, sulla vivacità, per me faremmo già un bel salto (e qui ritorno all’idea della street art…).

Esempio stupidissimo: ogni negozio che aderisce all’iniziativa in vetrina ha un oggetto che non c’entra niente con quello che vende, ma che è utile alla caccia al tesoro. Al semaforo c’è un vigile di cartone incollato al palo, che ti indica di attraversare la strada (stile banksy). Dall’altra parte della strada sul muro ci sono tutte frecce vettoriali (stile motion graphic), che ti indicano la direzione da prendere. Arrivato al dunque, c’è la signorina carina in minigonna che ti da il volantino con un indovinello.
Una volta raccolte tutte queste informazioni il passante oltre ad aver visto attentamente 30 vetrine diverse, oltre ad aver fatto su e giu per Via Appia senza rendersene conto, si è anche impegnato a trovare un premio, che sarà, che ne sò, un buono sconto da Trony o dal calzolaio!

Ora l’ho buttata là, ma con una cosa così semplice avremmo raggiunto tutti i nostri scopi… costi? praticamente nulli rispetto alle installazioni spaziali…

A questo proposito ho fatto una ricerca ed ho trovato questo sito, in cui c’è la dimostrazione di come si possa cambiare il comportamento delle masse col semplice gioco:

www.thefuntheory.com

11 Responses to “The Fun Theory”


  1. 1 danybeat aprile 5, 2010 alle 2:29 pm

    Sono completamente d’accordo.
    Per dare linfa alla via(che manca decisamente di vitalità), bisogna agire su colori,materiali,profondità. Stacchiamoci un attimo dalla semplice interazione “touch”, e pensiamo di creare piu che una vetrina, un percorso interattivo, un esperienza.
    Sorgerebbero pero alcuni problemi di fattibilità, domande che girerei al nostro director: Il nostro progetto coinvolge solo le singole vetrine, o possiamo agire sulla strada? Si puo pensare a qualcosa che coinvolga l’intera via appia(marciapiede,parcheggi,semafori,negozi)?
    forse stiamo pensando gia al passo successivo, ma nn se ne può fare a meno…
    A me l’idea del tutto collegato, mi rimanda a quello scambio tra mondo digitale e reale di cui si parlava in classe, stimola parecchio.

  2. 2 danybeat aprile 5, 2010 alle 2:50 pm

    Andatevi a guardare il sito fun-theory postato da simone, i video del disco sul tappetino, e del mobile con le magliette sono eccezionali!

  3. 3 theracerevo aprile 6, 2010 alle 8:18 am

    e credo anche che la cosa fondamentale, almeno per quanto ci riguarda sia il non eccessivo costo della “vetrina”. Nel senso che belle tutte queste proposte, ovviamente già in uso da qualche parte.

    Bisogna esser efficaci con poco dando nuove forme, profondità ad un “luogo di esposizione dei prodotti”.
    Invogliare il cliente attraverso cose semplici e d’effetto!

  4. 4 interactiveshopping aprile 6, 2010 alle 9:18 am

    Bravissimi!

    Per la fine della settimana, dobbiamo essere in grado di:

    1. capire il problema.
    2. fornire una lettura critica del contesto in cui operiamo, cioè mappare n tipologie di vetrine (potete leggere le riflessioni pregresse in altri post)in funzione del rapporto con il contesto urbano, la merce, il suo comsumo, l’esperienza di acquisto etc. etc.
    3. raccogliere alcuni riferimenti esemplari ( non necessariamente legati all’interattività e alle vetrine) che siano viatico del nostro atteggiamento progettuale
    4. COMINCIARE a generare qualche idea e concept che invece dovremo sviluppare la settimana prossima

    A breve, il programma di lavoro, nel frattempo, sentitevi liberi di raccogliere tutte le riflessioni che vi sentite senza censurarvi.

    Sarà mio compito riorganizzare il tutto e dare una direzione domani pomeriggio isnieme a voi.

    ciao! e grazie per l’energia
    😉

    daniele

  5. 5 interactiveshopping aprile 6, 2010 alle 9:31 am

    ancora,a noi interessa la QUALITA’ di come avvengono le cose e non, come giustamente qualcuno diceva, i mecanismi che non badano mai ai contenuti da veicolare, alle relazioni che innescano o persino alle emozioni… che invece sono il cuore della progettazione
    🙂

    d

  6. 6 iMon aprile 6, 2010 alle 11:33 am

    ahahaha si forse l’ho fatta un pò lunga, il concetto in breve era di “allargare” gli orizzonti senza fermarsi alla vetrina in quanto tale…o alla videoinstallazione come attrazione per i passanti…perchè a volte anche le idee più stupide e semplici colpiscono l’attenzione (sto pensando al bidone più profondo del mondo sul sito thefuntheory…)

  7. 7 interactiveshopping aprile 6, 2010 alle 11:54 am

    diciamo che quello che sta su thefuntheory è abbastanza una schifezza. Cose più interessanti invece riguardano l’attivismo urbano (provate a fare qualche ricerca) “Urban Activism” che include anche la street art & company.

    Tuttavia, partendo da suggestioni varie senza essere troppo selettivi, bisogna invece arrivare tutti insieme ad una presa di posizione netta e chiara sul progetto di “vetrina interattiva” che appunto, potrebbe anche essere, il progetto di un evento/performance critico e provocatorio che dura solo una giornata…

    Anche, fatevi un giro sulle candid camera storiche di nanni loy

    daniele

  8. 8 iMon aprile 6, 2010 alle 1:29 pm

    ok, ottima direttiva! figa sta cosa dell’attivismo urbano…non la conoscevo.

    cmq il sito era per dimostrare che col divertimento si attira molta attenzione e si riesce a cambiare il comportamento della gente, non era certo per dire “ehi guardate questi esempi di interattività”😀

    la gente si diverte a buttare la spazzatura se c’è il bidone più profondo del mondo, senza il gioco magari non lo farebbe lasciando la bibita sulla panchina o la carta per terra.

    l’idea è banale come lo era la caccia al tesoro.

    la gente su via appia guarda le vetrine di sfuggita, magari se gli dai il giochino da fare le guarda più attentamente…ma certo mica faremo la caccia al tesoro no!? che stiamo all’oratorio…

    mi sembra che anche l’attivismo urbano ruoti un pò intorno a questo “teorema” del divertimento…anche se in modo più astratto e critico nei confronti dell’ambiente, dell’inquinamento e della quotidianità delle nostre città…

    io però non ho capito il nostro problema iniziale quale deve essere, se una carenza di shopping, l’associare tutti i negozi sotto un’unica struttura, oppure una critica all’entità via appia, con tutti i suoi pro e contro…anche se penso che facciamo prima a parlarne a voce domani!

  9. 10 interactiveshopping aprile 6, 2010 alle 4:08 pm

    Per l’autore del post, provi a mettere una immagine di riferimento all’inizio ? E poi un tag “more” per spezzare il testo che è un pò troppo lungo ? In questa maniera riusciamo a tenere la parte del blog iù sintetica e comunicativa !
    🙂

    ciao, grazie!

    Daniele

  10. 11 iMon aprile 7, 2010 alle 1:01 am

    fatto! ho dato un sistemata e tolto cose che forse erano banali un pò per tutti! quella del tag more mi mancava ehehe😀


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Questo blog documenta l’attività del laboratorio temporaneo Interactive Shopping @ IED che ha lo scopo di sviluppare scenari relativi ad esperienze di shopping innovative e interattive da mettere in atto nel contesto del progetto promosso dal Municipio IX del Comune di Roma chiamato APPIA NEW. La vetrina più lunga d’Europa. Centro Commerciale Naturale su Via Appia. Buona navigazione!




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